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Attività del CAG

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Carmen Street è uno spazio che offre diverse proposte di carattere animativo, aggregativo, socializzante a minori e famiglie del territorio circostante. Sono ormai oltre 30 anni che esso opera nel quartiere Carmine di Brescia. Inizialmente Centro Diurno, dal gennaio 1990 si è trasformato in CAG.

Il Centro è promosso dai Padri Maristi.

Carmen Street vuole essere un luogo in cui il minore possa trovare un ambiente ed un clima relazionale e educativo significativo per il suo sviluppo; uno spazio in cui si opera in un’ottica di prevenzione del disagio e di promozione dell’agio.

Carmen Street vuole essere un luogo dove i ragazzi e le ragazze possano trovare risposta ai propri bisogni sia di socializzazione, di ascolto, di compagnia, di dialogo, sia ricreativi, culturali, ludici. Spazi per lo studio e per il ritrovarsi insieme.

Carmen Street accoglie minori e giovani, maschi e femmine, per la maggior parte di età compresa tra i 6 e i 18 anni.

L’accesso al Centro è gratuito ed avviene per iscrizione. Può partecipare chiunque, purché vengano condivise alcune linee educative di fondo.

Le attività operative che vengono offerte non sono finalizzate all’acquisizione di particolari abilità. Il fine delle attività è quello ludico, ricreativo, animativo, relazionale.

Le attività di Carmen Street sono in parte finanziate dal Comune di Brescia.

Carmen Street, a fronte di bisogni emergenti sul territorio ha attivato alcuni progetti sperimentali e complementari alle attività. In particolare si cerca di operare per un miglioramento della condizione femminile delle donne e ragazze straniere e sulla loro difficile integrazione.

Progetto Insieme. È uno spazio tutto al femminile, gestito da donne per le donne. È un corso di alfabetizzazione per donne straniere che si prefigge anche scopi relazionali, per dare un’opportunità a molte donne di imparare l’italiano, ritrovarsi, conoscersi e confrontarsi con altre donne.

Progetto Alma. È uno spazio per ragazze adolescenti straniere, che in ambienti promiscui faticherebbero ad uscire di casa. È un momento di aggregazione, di socializzazione e di consapevolezza per queste utenti che è difficile “agganciare” in servizi “tradizionali”. C’è la possibilità di fare alfabetizzazione, i compiti, laboratorio di computer o semplici chiacchiere.

 

Gli orari di apertura sono, generalmente, dalle 14.30 alle 20.00 dal lunedì al venerdì durante il periodo scolastico.

Per un paio di attività settimanali l’orario si protrae nella fascia serale.

Nel periodo non scolastico gli orari sono passibili di sostanziali variazioni e vengono programmati a seconda dei bisogni emergenti prevedendo anche l’apertura mattutina.

 

-> CARTA DEI SERVIZI - CAG CARMEN STREET

-> LEGGI IL TESTO INTEGRALE DI PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

-> TEXTE COMPLET DE LA PRESENTATION DU PROJET (FR)


 

I PADRI MARISTI

 

I Padri Maristi, presenti a Brescia fin dagli anni ’20, sono giunti nel quartiere Carmine nel 1981. La scelta di questo quartiere per i Maristi non è stata casuale. L’opportunità è stata data dal fatto che in quel periodo la chiesa di S. Maria del Carmine era chiusa e si era alla ricerca di qualcuno che se ne occupasse. Questa richiesta si incontrava con il desiderio dei Maristi di avere una presenza all’interno del quartiere Carmine, quartiere che ha sempre avuto una sua particolarità nel contesto cittadino.

I Maristi sono quindi giunti al Carmine con l’incarico di riaprire la Chiesa, ma anche con l’obiettivo di tenere presente la realtà del quartiere, lasciandosi interrogare su ciò che al suo interno si poteva operare. Dopo un primo periodo di conoscenza della vita del quartiere, hanno preso la decisione di occuparsi soprattutto dei minori. Scelta, questa, compiuta sia valutando che per altre fasce di popolazione erano già operative delle risorse mirate, sia con la convinzione che attraverso l’accoglienza, la socializzazione ed il tempo libero potessero promuovere un’azione di prevenzione e di promozione dell’agio.

Sono così via via sorte una serie di iniziative, tra le quali alcuni servizi specificatamente rivolti ai minori e ai giovani.

I primi servizi che i Padri Maristi hanno promosso, nel gennaio 1985, sono stati una comunità di Pronto Intervento per minori ed un Centro Diurno. A fianco del Pronto Intervento è ben presto sorta anche una Comunità di Accoglienza Minori che ha trovato poi, nel gennaio 1990, sistemazione in locali siti in Via Carmine, messi a disposizione da parte del Comune di Brescia. Sempre nello stesso periodo il Centro Diurno è stato trasformato nel Centro di Aggregazione Giovanile “Carmen Street”, servizio rivolto soprattutto ai minori del quartiere Carmine. Nel corso del tempo è il servizio che più è andato sviluppandosi ed evolvendo, in parallelo con i cambiamenti avvenuti nel quartiere. Ad una presenza iniziale esclusivamente italiana, con il passare degli anni si è rafforzata quella dei minori provenienti da famiglie immigrate. Al suo interno la composizione dei frequentanti il Centro è rimasta indifferenziata (cioè, accanto ad alcune situazioni “difficili” coesistono e convivono tante altre “normali”). Questo al fine di evitare che il Centro si riducesse ad essere caratterizzato dall’accesso di sole situazioni multiproblematiche.

Elemento di fondo per i Padri Maristi è stata la convinzione di prevenire il disagio attraverso interventi mirati, offrendo ai minori opportunità di sostegno a quelle, a volte carenti, vissute nel proprio nucleo familiare e nel quartiere.

Anche il nome, nato a suo tempo in maniera spontanea e un po’ casuale (Carmen Street risulta essere un gioco di parole che nasce dall'incontro del termine del dialetto bresciano che indica il quartiere e quello inglese che indica la strada) è stato visto come simbolo di un incontro possibile.

I Padri Maristi hanno cercato di vivere all'interno di questo contesto con l'obiettivo di 'fare comunità'; una presenza discreta, secondo lo stile che gli è proprio, cercando di testimoniare nel quartiere un modo semplice e familiare di essere Chiesa. La pretesa non è mai stata quella di cambiare il quartiere, quanto di viverci all’interno, con sue le ricchezze ed i suoi limiti, le sue risorse e le sue problematiche, i suoi elementi positivi e quelli negativi. Questo anche attraverso il rapporto informale con tante persone che abitano nel quartiere, nell’incontro e nell’ascolto.